Bruno Bacci Liutaio

Avevo 17 anni e suonavo la chitarra. Ero innamorato di questo strumento, allora come ora, ma il destino volle che un incidente, il quale sembrava banale arrestasse la mia passione facendomi allontanare dal mondo musicale. Qualche anno dopo ebbi un’illuminazione: costruire da me una chitarra tout court. Gli ostacoli non mancarono, ma la mia determinazione mi portò a parlare del mio progetto con Luca Giovacchini, un grande chitarrista, il quale mi consigliò di costruire una delle più famose chitarre esistenti: la Telecaster. A lavoro finito egli fu cosi soddisfatto del modo in cui era stata costruita che mi consigliò di far eseguire il setup da uno dei migliori Liutai: Marco Caroti, allievo di Roberto Pistolesi (scomparso del 2006). Anche lui rimase basito dal mio primo esperimento e al momento di provare la chitarra si rese conto che non potevo suonarla, quindi mi paragonò a Leo Fender, anch’egli costruttore di chitarre, ma non musicista; da allora in poi diventai Allievo del maestro Liutaio Marco Caroti. Oggi il profumo, gli aromi, le fragranze, i suoni che emanano i vari tipi di legno esaltano la mia passione quasi a provocarmi le vertigini. Mi sento avvolto e folgorato dal modo in cui il legno prende forma e diventa un “essere” capace di emettere suoni. Le forme degli strumenti provengono dalla mia creatività, usando materiali di prima qualità e garantiti a vita per le essenze. Posso dire: io do al legno un’altra vita facendolo cantare. I vari artisti si esprimono con parole e suoni propri, quindi trovo naturale rinnovare il suono delle chitarre degli anni storici; altrimenti come potrebbe la musica essere innovativa ed originale? Il musicista deve trovare la sua propria voce attraverso uno strumento personale: la chitarra quindi si trasforma nel suo alter ego, plasma la sua passione, la bellezza dell’arte musicale.

Le chitarre di Liuteria sono da conoscere e da amare con il tempo, il suono ideale si origina dalla complicità con lo strumento.
É cosi che l’armonia delle note prende vita.